Sayf: «Nel profondo, sono un sognatore»
Scena italiana Sanremo
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Scena italiana

Sayf: «Nel profondo, sono un sognatore»

Grazia Cicciotti 18.02.26

Sayf racconta il suo debutto a Sanremo: sarà in gara con 'TU MI PIACI TANTO'.

Tra i debuttanti sul palco dell’Ariston nel 2026 c’è anche Sayf. Classe 1999 e genovese, l’artista si è fatto conoscere per le collaborazioni con Marco Mengoni e Rkomi in Sto bene al mare e con Néza in Figli dei palazzi. Al Festival di Sanremo porterà in gara il brano TU MI PIACI TANTO, mentre nella serata dei duetti - insieme ad Alex Britti e Mario Biondi - ci regalerà una nuova versione di Hit The Road Jack. «Di ansia muoio, ma per i fatti miei. - dice Sayf - Sanremo è un contesto che rispetto. La canzone mi piace, ma non ho ansia in quel senso. Non mi aspetto niente, vado a fare quello che faccio sempre».

Sayf arriva al Festival senza troppi grilli per la testa. Dice di non essere qui «per fare la popstar», ma per «fare quello che farei a prescindere». «Sono contento se arrivo. - precisa - Ma vorrei arrivare in una maniera tranquilla. Per quanto riguarda il pezzo mi fa piacere se arriva questo messaggio di unione e uno spunto di riflessione». Del resto, è lo stesso Sayf a definirsi «un sognatore, nel profondo». «Come tutti - dice - sogno un mondo tranquillo e unito. Siamo tutti uguali, ma poi ce lo si dimentica. Non sono un rivoluzionario, faccio una canzonetta e magari a qualcuno viene voglia di fare qualcosa. Nel caso, io ci sono».

Sayf by Federico Earth3 - Classic Rock

Sayf a Sanremo: il duetto, Genova e la Tunisia

Sulla cover, Sayf specifica che è nata per caso. «Abbiamo visto su internet che avevano suonato insieme Britti e Biondi e ci è venuta l’idea. - racconta - Entrambi hanno suonato con Ray Charles e l’idea del pezzo c’era già. Le cose vanno sempre come devono andare e il destino ha voluto che andasse così».

Italo-tunisino, l’artista parla poi molto sia della creatività genovese che delle commistioni culturali con cui è cresciuto. «Non mi sono mai interrogato molto su Genova. - commenta - Quando vedo che le cose girano bene, mi fa piacere e sono contento. Nello stesso tempo, mi sembra di notare che comunque la musica che facciamo è sì genovese, ma è molto anche nazionale. Non va troppo a romanticizzare Genova di per sé. Magari si percepisce in certi modi di parlare, però la vedo più italiana e forse è un peccato. Potremmo romanticizzarla un po' di più Genova, perché ha il suo fascino».

Sayf ci rivela poi i suoi ricordi su Sanremo in passato: «Lo concepivo come un evento di cultura italiana, lo guardavo, sicuramente mi ha sempre affascinato. - dice - Anche in Tunisia è seguito, la generazione di mia madre ha sempre visto Rai1. Quindi tutti sanno un po' di italiano. A me piace avere la possibilità di fare Sanremo». Sempre però con i piedi ben saldi a terra. «Semplicemente, secondo me, è importante rimanere legato a quello che si vive e a ciò che ti fa piacere vivere. Io sono tranquillo, perché so che indipendentemente da quello che succede, conosco i miei posti».