Angelica Bove: «Schiava della musica»
Scena italiana Sanremo
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Scena italiana

Angelica Bove: «Schiava della musica»

Grazia Cicciotti 23.02.26

Angelica Bove è in gara tra le Nuove Proposte con 'Mattone'. La nostra intervista.

Angelica Bove arriva al Festival di Sanremo - in gara nelle Nuove Proposte - con il brano Mattone. Una canzone sentitissima, con la quale Angelica porta tutta se stessa sul palco dell'Ariston. È stata proprio lei a raccontarcelo, quando l'abbiamo incontrata a Sanremo.

Come stai?
«Sto bene! Dicevo l'altro giorno in macchina che, soprattutto in questi momenti di alta pressione, sto scoprendo di avere la capacità di trasformare lo stress in energia totalmente positiva. Ad esempio, in una giornata stressante e con poco sonno, magari divento logorroica, ma lo considero funzionale per conoscere le persone giuste e farmi belle chiacchiere intense. La vivo così, trasformo il negativo in positivo».

L'adrenalina va bene, no? Alla fine sul palco è quella che ti permette di dare tutto.
«Sì, e poi arrivo da un periodo molto chillone, come dicono i giovani, in cui mi sono rilassata tanto. Secondo me vengo anche bella carica e tranquilla».

Angelica creditNicholasFols - Classic Rock

Del brano cosa mi dici? E, soprattutto, quanto è importante per te portarlo sul palco dell'Ariston?
«Per me è un onore. Al di là dell'aspetto musicale ne faccio un discorso umano, perché sto proprio portando la mia storia. Dedico questo brano letteralmente alle persone più importanti per me: i miei fratelli. Sto portando su un palco importantissimo una cosa per me estremamente preziosa e delicata: la mia storia. È la parte più fragile, ma anche quella che mi ha forgiato e che mi rende sopravvissuta. Oddio, non proprio sopravvissuta, ma vivo. Sicuramente è la parte che mi dà più forza. E poi è un privilegio, prima di tutto. Non tutti vengono ascoltati: io invece sono lì e posso urlare la mia storia a tante persone».

Ascoltando il brano, ho pensato forse che per te fosse quasi più importante raccontare te stessa su quel palco che la gara in sé.
«È proprio così. Più della musica sto portando me. È un percorso umano prima di tutto».

Cosa rappresenta Sanremo per te?
«Sanremo è l'unico festival importante che abbiamo per festeggiare la musica. È un modo di celebrarla a tutti gli effetti. Essendo amante e schiava della musica da sempre, posso solo dire che è la festa più bella dell'anno».

Come sono andate le prove con l'orchestra?
«Che te lo dico a fare? Avevo i brividi. Mi ricordo la prima prova che ho fatto a Roma mi sono trattenuta, perché l'emozione era proprio alle stelle. È andata molto bene».

Cosa vorresti portarti via da questo Sanremo artisticamente e umanamente?
«Ci sono tante cose, però sicuramente la formazione di questa esperienza. Già il primo giorno ti senti un po' più forte di ieri. Non te lo so ancora dire cosa effettivamente accadrà. Risentiamoci domenica!».