Il debutto sul palco dell’Ariston e il nuovo album - io Individuo - in uscita il 20 marzo: per nayt i prossimi mesi saranno decisamente impegnativi e ricchi di nuova musica. «Sono sereno - ci dice - so che Sanremo è anche un'esposizione televisiva. Cercherò di essere semplice nel mio modo di pormi. Ho molta fede nel fatto che, se si è onesti, le cose che devono arrivare arrivano. Poi come il pubblico accoglierà il mio immaginario e tutto quello che porto, lo scopriremo».
nayt e il brano Prima che
Il brano in gara - Prima che - «parla del tentativo di cercare di stare insieme agli altri». Una canzone profonda, che si muove intorno al tema «dell'identità personale e collettiva». «Penso - commenta Nayt - che ci scontriamo spesso e sempre di più. Soprattutto in questo periodo storico caratterizzato dall'incapacità di vedere l'altro e di avere dei dibattiti e confronti sani che ci permettano di crescere, di stare insieme. Piuttosto scegliamo di dividerci sotto tanti punti di vista: sociali, affettivi e professionali. È un tema secondo me molto centrale in questo periodo, o almeno io lo sento tale nella mia vita in questo momento». Anche per questo il brano è uscito in modo naturale, anticipazione - potremmo dire - «di quello che sto scrivendo in quest'anno».

Un tema che si lega a quello dei social o - più in generale - a come oggi costruiamo la nostra identità. «Dobbiamo smettere - dice l’artista - di dare potere agli altri. I social sono uno strumento, dipende come lo usiamo. Io tendo più a farmi la domanda del perché lo usiamo in un certo modo, piuttosto che a prendermela con i social. Come tanti, sicuramente sono soggetto a queste dinamiche, ma cerco il più possibile di lavorare su me stesso».
Il nuovo album e la cover
Tutti temi che confluiscono nel nuovo album, del resto. «io Individuo parla del rapporto tra l'individuo e la collettività. - spiega nayt - È difficile riuscire a sentirsi parte della collettività oggi, tranne quando si comincia a far parte di una squadra. Lì subentra però poi la polarizzazione su una serie di temi. Sono riflessivo? Credo che sia un po' parte del mio vissuto».
Per la serata delle cover, infine, la scelta di nayt è ricaduta su La canzone dell’amore perduto con Joan Thiele. «Avevo voglia di portare qualcosa che calasse anche quest’altra anima. - commenta - Quando ho scoperto questa canzone di De André mi ha folgorato: ho sentito una sequenza di accordi particolare, non è in quattro quarti, mi ha ricordato certe atmosfere tra Gino Paoli. Mi ha colpito come parlava della separazione, dei nuovi amori. Mi ha preso emotivamente e musicalmente e ho pensato: questa è lei».