Mazzariello è pronto a calcare il palco dell’Ariston nella sezione Nuove Proposte con il brano Manifestazione d’Amore. Un’esperienza - il debutto a Sanremo 2026 - che anticipa il nuovo EP, Grandi Successi, in uscita il 27 marzo per Futura Dischi / Epic Records Italy. «Sto bene. - ci dice subito il cantautore - Sono carico, sono appena tornato dalla palestra. Devo suonare all’Ariston, quindi è meglio che i buoni propositi di inizio anno li porto avanti. Sono molto emozionato, voglio suonare».
Giovanissimo e proveniente da Area Sanremo, Mazzariello ricorda le emozioni della prima tranche della gara: «Ogni giorno scoprivamo se eravamo passati o no. Dovevi avere una bussola emotiva che dicesse dove andare. In generale, però, sono molto divertito e in un flusso di cose lavorative molto belle. Quindi me la sto godendo e mi sento molto fortunato».
Mazzariello a Sanremo 2026: tra musica e crescita personale
Per l’artista, il Festival rappresenta senza dubbio un sogno che si realizza, soprattutto artisticamente. «Sono molto contento e fiero della partecipazione - dice - perché è un po’ di tempo che faccio musica e suono in giro. Partecipare a Sanremo mi dà modo di potermi girare e dire Ah vedi, alla fine stavi andando in una direzione. Penso sempre di non avere appigli e chissà la musica dove mi porterà, ma qualcosa lo sto facendo. Anche se poi ovviamente si vedrà».

«Spero - continua - che, artisticamente, questo appuntamento gigante di Sanremo possa far incuriosire le persone riguardo alle cose e alla musica che faccio. E soprattutto che si possa trasferire tutto in un aspetto live e in concerti: io alla fine faccio musica per girare. Umanamente è molto bello perché si intreccia con la tradizione. C’è tutta questa teatralità e tradizione molto bella, come se fossero i Mondiali o gli Europei».
Manifestazione d'Amore (universale)
Su Manifestazione d’Amore, Mazzariello racconta di come il brano sia frutto di una sua personale consapevolezza. «Appena mi sono trasferito fuori casa, mi sono reso conto che sentivo poco la mia famiglia e i miei amici, con cui ho un bellissimo rapporto. - ricorda - Mi si è accesa una lampadina e ho scritto involontariamente questo brano. La sua funzione è ricordare a chi la ascolta che siamo molto più simili alle persone che abbiamo attorno e all’amore che diamo loro, rispetto al lavoro che abbiamo. Il lavoro non ci identifica. È importante specialmente in questo periodo portare una canzone che parla di un amore non per forza riconducibile a una relazione canonica, è più un amore universale».
In particolare, per il cantautore il brano è perfetto per Sanremo soprattutto per il suo arrangiamento. «Avevamo una rosa di canzoni da ascoltare e tra cui decidere - ci rivela - ma abbiamo scelto questo brano perché ha momenti ballad e momenti up, ma l’orchestra la regge. Le reference sono state le orchestrazioni à la Battisti o Beatles, senza scomodare nessuno. Era proprio quello che mi andava di portare, soprattutto all’Ariston che si intreccia con la musica italiana, è un pezzo molto italiano». Non è un caso che le prove con l’orchestra siano andate benissimo: «Ho pianto dieci volte e, a livello di live, è stata l’esperienza più bella della mia vita».