Dargen D'Amico: «Sincero e coerente»
Sanremo Scena italiana
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Sanremo

Dargen D'Amico: «Sincero e coerente»

Grazia Cicciotti 20.02.26

Il brano 'AI AI' e la cover con Pupo e Fabrizio Bosso: Dargen D'Amico racconta il suo terzo Sanremo.

Dargen D’Amico si prepara a Sanremo 2026 annunciando, pochi giorni prima dell’inizio del Festival, l’album Doppia Mozzarella in uscita il 27 marzo. In gara il cantautore porterà il brano AI AI: «L’ho scritto a puntate - dice alla stampa - nel senso che l’idea ha un paio di anni e poi si è stratificata. Alla base della canzone c’è sicuramente un grosso dubbio su cosa ci succederà tra poco, quando la macchina prenderà il controllo. Nasce da una riflessione sul fatto che, nonostante l’intelligenza artificiale stia entrando in modo violento nelle nostre vite, in Italia non c’è un dibattito. Uno dei motivi che mi ha fatto chiudere la canzone è la produzione di giochi per bambini che hanno l’IA all’interno».

Dargen D'Amico a Sanremo con AI AI

Non un brano scritto per Sanremo, ad ogni modo: «Anche perché non pensavo mi prendessero di nuovo. Non c’erano stati grandi contatti tra me e la casa madre RAI». «Per chi non se ne fosse accorto - continua poi Dargen - Sanremo è un’occasione importante. Il brano nasce dal mancato pensiero critico sull’IA in Italia. Ho anche interpellato specialisti e menti che si occupano dell’intelligenza artificiale nel nostro paese, cercando di rappresentare con loro tre macro-temi che mi interessano: il futuro della creazione artistica e le evoluzioni prossime del rapporto uomo-macchina. Infine, dato che sono un sognatore, il terzo tema è la sanità, la salute. Volevo capire se con l’IA la sanità diventerà veramente democratica». Tutte queste discussioni sono scaturite nel documento culturale AI AI – Short Documentary, che ha lo scopo di fissare un momento storico mentre sta accadendo.  

DARGEN DAMICO @ph credit Lorenzo Barassi LNZ - Classic Rock

La cover con Pupo e Fabrizio Bosso

Ha un messaggio anche la cover scelta da Dargen D’Amico per la serata dei duetti: Su di noi con Pupo e Fabrizio Bosso. «Vado in terzetto. - commenta - Inizialmente avevo scelto un artista che, da ragazzo, avevo visto esibirsi a Sanremo con un brano fantastico. In senso nostalgico volevo portare un brano del passato, ma quest’artista lo avevano già preso. Allora nella chat con i miei amici musicisti abbiamo eletto un altro nome. Volevamo chiederglielo, ma poi ho visto un’intervista in cui diceva che non sarebbe mai andato a Sanremo per i duetti. Invece ci sarà con un altro artista». 

«Per la serata delle cover - continua poi Dargen - in realtà volevo usare il palco per un messaggio a cui tengo: utilizzare musiche che provengono da luoghi diversi e fare una sintesi, per mandare messaggio di unione e convivenza. Non era facile convincere un big, ma quando Carlo Conti ha ascoltato l’idea, ha riconosciuto che era il caso di portarla avanti e ha proposto Pupo. Lui ha accettato sulla carta e sulla fiducia. La musica nasce dalla necessità di stare insieme, fare conoscenza e rendersi conto che i bisogni che abbiamo ci uniscono. Volevo usare la musica per unire e non per dividere».

«A Sanremo - chiosa poi - devi essere coerente con il modo che hai di vedere le cose. È una visione che ti accomuna a una minoranza di italiani che devi rappresentare. Io sono stato sincero e coerente».