Bonnie Tyler è morta la scorsa notte in un ospedale di Faro, in Portogallo, all'età di 75 anni. Ad annunciarlo sono stati la famiglia e il suo team, con un messaggio pubblicato sul sito ufficiale della cantante gallese: la scomparsa è arrivata in modo improvviso, a causa della malattia per cui era in cura da tempo. Nel comunicato si chiede rispetto per la privacy della famiglia in un momento di dolore.
Bonnie Tyler: gli esordi
Nata Gaynor Hopkins l'8 giugno 1951 a Skewen, vicino a Neath, in Galles, figlia di un minatore, Bonnie Tyler si era avvicinata al canto da bambina, esibendosi in chiesa prima di entrare nel giro delle cover band gallesi. Il debutto discografico con "My! My! Honeycomb" nel 1976 passò inosservato, ma pochi mesi dopo "Lost in France" la portò per la prima volta in classifica. L'album d'esordio, "The World Starts Tonight", uscì nel 1977, anno in cui pubblicò anche "It's a Heartache", capace di arrivare al quarto posto in Gran Bretagna e al terzo negli Stati Uniti sulla Billboard Hot 100.
L'origine del suo iconico timbro
Nel 1977, dopo il primo tour intrapreso per promuovere l'album d'esordio, le fu diagnosticata la presenza di noduli alle corde vocali, tanto avanzati da richiedere un intervento chirurgico immediato. Le fu imposto il silenzio assoluto per sei settimane. Durante la convalescenza, un episodio di sforzo vocale non previsto danneggiò le corde appena operate, alterando in modo permanente il timbro della sua voce, che assunse quella grana rauca diventata poi il suo segno distintivo. All'inizio Tyler non era convinta del cambiamento e temeva che potesse compromettere la carriera appena avviata; il riscontro positivo di produttori e collaboratori, tra cui lo stesso Jim Steinman, la convinse in seguito ad accettarla e a farne un tratto identitario.
Gli anni Ottanta e i grandi successi
La svolta arriva nel 1983 con "Faster Than the Speed of Night", disco che segna l'incontro con l'autore e produttore Jim Steinman. Da quella collaborazione nasce "Total Eclipse of the Heart", numero uno sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti e da allora uno dei brani più riconoscibili del pop-rock anni Ottanta. Poco dopo arriva "Holding Out for a Hero", colonna sonora di "Footloose" e tornata virale decenni più tardi grazie a "Shrek 2".
Gli ultimi mesi della cantante erano stati segnati da problemi di salute gravi. Ad aprile aveva iniziato ad accusare dolori addominali, fino al ricovero d'urgenza a maggio nell'ospedale di Faro, città dove viveva dal 1988. L'intervento chirurgico all'intestino aveva portato a complicazioni, con un'infezione che secondo alcune fonti sarebbe legata a una rottura dell'appendice, e a un coma farmacologico indotto per favorire il recupero. A giugno lo staff aveva fatto sapere che Tyler si era risvegliata, pur restando in condizioni serie e ricoverata in terapia intensiva.
Una carriera che non finisce qui
Nel corso di una carriera lunga cinque decenni, Bonnie Tyler ha pubblicato 18 album in studio, l'ultimo dei quali, "The Best Is Yet To Come", nel 2021; ad aprile 2026 aveva pubblicato ancora due nuovi singoli, "Only Love" e "One World One Home". Nel 2013 aveva rappresentato il Regno Unito all'Eurovision Song Contest con "Believe in Me", classificandosi diciannovesima. Nel 2023 era stata nominata MBE per i suoi contributi alla musica. Sposata dal 1973 con Robert Sullivan, aveva un fitto calendario di concerti previsto per il resto del 2026, compreso uno show celebrativo a Cardiff in dicembre.
Con la sua voce roca e inconfondibile, Bonnie Tyler ha attraversato generazioni diverse di ascoltatori, restando una presenza costante nei palchi europei fino agli ultimi anni. La sua scomparsa lascia un vuoto nel pop-rock internazionale e riporta l'attenzione su un catalogo che continua a essere trasmesso dalle radio di tutto il mondo.