Il jazz, per sua natura, non è mai stato particolarmente interessato a stare fermo. È nato dalla contaminazione, è cresciuto attraverso l’improvvisazione e ha costruito buona parte della propria storia mettendo continuamente in discussione quello che era venuto prima. Miles Davis lo sapeva bene. John Coltrane anche. E non è un caso che proprio loro siano i due punti di riferimento scelti per l’edizione 2026 di JAM THE FUTURE – Music for a New Planet.
Nel centenario della nascita di Davis e Coltrane, il progetto torna al Volvo Studio Milano con una nuova edizione dedicata a chi il jazz lo sta reinventando oggi. Tre appuntamenti – audizioni, semifinale e finale – nei quali giovani musicisti under 35 saranno chiamati a confrontarsi con un tema che sembra fatto apposta per il jazz: “Orizzonti Sensoriali”. Il titolo dice già molto. Non si tratta soltanto di cercare nuovi suoni, ma di capire come sta cambiando il modo stesso di concepire e vivere la musica. Tecnologia, intelligenza artificiale, contaminazione tra linguaggi e nuove forme di performance entrano così nel territorio dell’improvvisazione e della ricerca musicale.
Una palestra per il jazz di domani
JAM THE FUTURE nasce proprio con questa ambizione: mettere un microfono davanti a musicisti che hanno qualcosa da dire e vedere dove decidono di andare. La formula del 2026 prevede tre serate al Volvo Studio Milano. Le audizioni sono in programma il 17 settembre, la semifinale il 24 settembre, mentre il percorso si chiuderà il 1° ottobre con la finale. Sul palco non ci saranno semplicemente giovani interpreti chiamati a dimostrare la propria tecnica: l’obiettivo è cercare personalità, idee, linguaggi capaci di raccontare il presente e, possibilmente, anticipare qualcosa del futuro. È una dimensione che appartiene da sempre alla storia del jazz. Ogni generazione ha preso ciò che aveva ricevuto in eredità e lo ha deformato, ampliato, contaminato. Dal bebop al free jazz, dal jazz elettrico alle contaminazioni con rock, elettronica e hip hop, il genere ha continuato a cambiare pelle.
Da Milano al Blue Note
C’è anche una dimensione molto concreta dietro questa ricerca. Il vincitore di JAM THE FUTURE avrà infatti la possibilità di esibirsi al Blue Note Milano, uno dei luoghi simbolo della scena jazz cittadina. Il progetto diventa così qualcosa di più di una competizione. È una porta d’ingresso verso una scena musicale reale, con l’opportunità per gli artisti emergenti di portare la propria musica davanti a un pubblico e dentro uno dei principali circuiti del jazz italiano. A giudicarli, durante le diverse fasi, saranno musicisti, produttori, giornalisti e protagonisti della cultura musicale. Un’altra forma di contaminazione, questa volta fuori dal palco: generazioni e professionalità diverse chiamate ad ascoltare ciò che sta succedendo nella nuova scena.
La musica dentro il Volvo Studio
JAM THE FUTURE racconta anche un luogo che negli ultimi anni ha cercato di ritagliarsi uno spazio particolare nella geografia culturale milanese. Il Volvo Studio Milano, affacciato su piazza Gae Aulenti, non è soltanto uno showroom. Concerti, incontri, mostre, design, fotografia e performance hanno progressivamente trasformato lo spazio in un luogo dove l’automobile è spesso il punto di partenza, ma non necessariamente quello d’arrivo. E la musica è una delle presenze più costanti. La collaborazione con JAZZMI è probabilmente l’esempio più evidente. Volvo è partner del festival dal 2020 e il Volvo Studio è diventato negli anni uno degli spazi nei quali il pubblico può incontrare il jazz contemporaneo, attraverso concerti e progetti dedicati soprattutto alle nuove generazioni.