Free: nascita, apice e tramonto di una band blues rock inglese
Siamo a Londra, nella seconda metà degli anni Sessanta: nei club della City prende forma una delle storie più intense (e fragili) del blues rock britannico. I Free nascono nel 1968 e, in pochi anni, passano dai locali underground alle vette delle classifiche mondiali, fino a un rapido declino segnato da tensioni interne ed eccessi.
Londra, anni Sessanta: l’incontro tra Kossoff, Kirke e Rodgers
Nei locali londinesi suona la Black Cat Bones, gruppo blues composto da Paul Kossoff alla chitarra, Simon Kirke alla batteria e Stuart Brooks al basso. Alla ricerca di un cantante, i tre si imbattono in Paul Rodgers dei Brown Sugar, band di periferia. Poi, aiutati dal noto musicista blues e presentatore radiofonico Alexis Korner, reclutano Andy Fraser, un bassista sedicenne.
1968: nascono i Free e arriva il contratto con la Island
È il 1968, nascono i Free. Lasciati da Stuart Brooks, che rimette in piedi i Black Cat Bones con una formazione tutta nuova, il quartetto comincia a costruirsi un seguito nei club della capitale, attirando l’attenzione del produttore Guy Stevens. È proprio Stevens a procurare un contratto discografico con la Island.
L’esordio e la trilogia che li definisce
Tons of Sobs: un debutto “devastante”
L’esordio dei Free è devastante, la loro prestazione praticamente perfetta. La voce graffiante di Paul Rodgers, la chitarra di Paul Kossoff e l’efficace impianto ritmico di Simon Kirke e Andy Fraser rendono TONS OF SOBS, album di debutto, un caso eclatante. La base di partenza resta il blues di Alexis Korner.

Dal secondo album a Fire and Water
Di fatto, una rappresentazione acid/blues così impeccabile non verrà mai più raggiunta dalla band, anche se la loro vitale aggressività si coglie pure nel secondo album, eponimo, e soprattutto nel terzo, FIRE AND WATER.
All Right Now, Isle of Wight e il successo (effimero)
Proprio in FIRE AND WATER troviamo All Right Now, brano che trascina i Free sulle vette delle classifiche mondiali e persino al Festival dell’isola di Wight nel 1970 (26-30 agosto) davanti a una folla di oltre 500.000 persone.
Il successo, tuttavia, è tanto bello quanto effimero. Kossoff, infatti, fa un eccessivo uso di alcool e droghe, mentre Rodgers e Kirke entrano in conflitto per la leadership del gruppo. Viene lanciato un quarto album, HIGHWAY, ma il disco non raggiunge il livello dei precedenti. È un inevitabile segno di resa.
Lo scioglimento e i tentativi individuali
Dopo una fortunata tournée in Oriente, la situazione precipita e, al culmine della loro carriera, i Free si sciolgono. Arriva il momento, per ogni componente del gruppo, di cercare e trovare una propria identità. Ma i risultati sono scarsi: i tentativi di Fraser con i Toby e di Rodgers con i Peace sfumano immediatamente.
Anche Paul Kossoff e Simon Kirke, vecchi amici, con il tastierista texano John “Rabbit” Bundrick e il bassista giapponese Tetsu Yamauchi, fondano un gruppo e registrano nel 1972 un album a loro nome, di poco successo.
Free Live e il ritorno in studio
Nel 1971 arriva la mossa pubblicitaria: la Island lancia sul mercato FREE LIVE, un live registrato durante la tournée del 1970. Il messaggio sembra un addio definitivo ma, al contrario, diventa una “spinta” per far riprendere ai Free il percorso interrotto bruscamente.
I Free tornano in sala e registrano FREE AT LAST.

Heartbreaker, l’uscita di Fraser e il sipario su Kossoff
Come far rivivere però un’armonia musicale ormai compromessa? Kossoff è ormai vittima dell’eroina e Andy Fraser lascia la band per formarne altre. Il ruolo di bassista viene assunto da Tetsu, al quale si aggiunge il tastierista Rabbit.
Paul Kossoff, sempre più ai margini, limita il suo apporto chitarristico e in alcune circostanze è lo stesso Rodgers a improvvisarsi alla chitarra. Con la band così composta, i Free tentano il tutto e per tutto: HEARTBREAKER è una miscela di luci e ombre, soprattutto ombre.
L’instabilità di Kossoff e un suo nuovo abbandono fanno calare definitivamente il sipario. Kossoff tenta la carriera solista e nel 1973 registra il primo album: BACK STREET CRAWLER. Nel 1975 forma una band chiamata Back Street Crawler con la quale incide due album. Poi, provato fisicamente da anni di eccessi, il 19 marzo 1976 muore per un edema cerebrale.

Dopo i Free: Bad Company, The Firm e l’eredità di Rodgers
Miglior sorte tocca invece a Paul Rodgers e Simon Kirke. I due fondano i Bad Company, un supergruppo in cui vengono arruolati l’ex chitarrista dei Mott the Hoople Mick Ralphs e il bassista Boz Burrell, già con i King Crimson. Il successo va oltre ogni previsione e l’esperienza si chiude nel 1982 con l’LP ROUGH DIAMONDS, anche se Paul Rodgers scioglie ufficialmente i Bad Company soltanto nel 1985.
Dall’incontro tra Rodgers e Jimmy Page nascono i The Firm. La band, acclamata dai fan come “a metà strada” tra Free e Led Zeppelin, pubblica due dischi, THE FIRM e MEAN BUSINESS, che però lasciano molti appassionati con l’amaro in bocca.
Allo stesso modo, la parentesi di Paul Rodgers insieme ai Queen, come rimpiazzo di Freddie Mercury, restituisce l’immagine di un cantante ingabbiato in una storia non sua.
Chiusura
Come aveva suggerito Alexis Korner: «quando suoni, sentiti libero».
Note editoriali
Tratto dal numero #24 di Vinile.