Tears for Fears: come nacque il singolo "Mad World"?
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Tears for Fears: come nacque il singolo "Mad World"?

Redazione 24.06.20

Cinquantanove anni fa nasceva Curt Smith, voce e basso dei Tears for Fears. Mad World, uno dei più grandi successi della band, è un brano che lo tocca da vicino. Ecco perché:

Mad World, terzo singolo dei Tears for Fears, pubblicato nel 1982, fu il trampolino di lancio della band. Scalò infatti ogni classifica, raggiungendo il terzo posto della UK Singles Chart. Successivamente, venne inserito nel primo LP del gruppo, THE HURTING.

Roland Orzabal, chitarrista, aveva scritto la canzone all'età di diciannove anni. All'epoca abitava sopra una pizzeria a Bath (non lontano da Londra) e un giorno, ascoltando la radio, si imbatté in Girls on Film dei Duran Duran. Decise allora che anche lui avrebbe scritto una canzone new wave, ispirandosi a quel brano: nacque così Mad World.

Quando provò a cantarla accompagnandosi con la chitarra, l'effetto non fu quello sperato. Così recuperò un sintetizzatore e una drum machine e chiese all'amico d'infanzia Curt Smith di cantare. Curt rimase immediatamente colpito dal pezzo e lo fece suo.

A colpire profondamente il cantante fu il testo della canzone. Un testo che, come spesso accadeva nei brani scritti da Roland, parlava di disagio adolescenziale. Entrambi i membri del gruppo erano infatti accomunati da un'infanzia complicata, segnata soprattutto da padri assenti.

Tuttavia, l'infanzia appare quasi felice se paragonata al senso di disillusione e alienazione che il brano comunica, legato al passaggio all'età adulta. Il mondo è matto, un mad world: l'esistenza sembra priva di significato, ridotta alla ripetizione di una quotidianità vuota, fatta di volti consumati.

Anche i compleanni, tanto attesi da bambini, si svuotano del loro valore emotivo e diventano semplici indicatori del tempo che passa. Happy birthday, happy birthday. Per questo, i sogni dell'infanzia, illimitati e puri, rappresentano forse la cosa migliore che abbiamo mai posseduto. Solo che ce ne rendiamo conto troppo tardi. Mad world.

In un'intervista rilasciata a «The Guardian», Curt Smith ha dichiarato:

“Mad World” è stato facile per me cantare, perché potevo rapportarmi con i testi di Roland. Eravamo entrambi a metà di tre figli ed eravamo stati cresciuti da madri single con padri assenti. Mio padre lavorava sempre lontano e morì quando avevo 17 anni. All’epoca ero un adolescente arrabbiato. La canzone era la piattaforma perfetta. Funzionava meglio con la mia voce perché è più malinconica, più cupa. È una canzone oscura, ma mi riporta alla mente ricordi felici.

Un brano così non può che essere immortale. Le sue parole restano attuali in ogni epoca e contesto storico. Grande successo ha riscosso anche la cover realizzata da Michael Andrews e Gary Jules nel 2001, quasi vent'anni dopo l'uscita dell'originale, per il film Donnie Darko.

And I find it kinda funny, I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying are the best I've ever had
I find it hard to tell you, I find it hard to take
When people run in circles it's a very very
Mad world, mad world